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marzo 4th, 2012  / Autore: Brian

Il blog si trasferisce di nuovo (si spera per l’ultima volta). Continua a seguirmi qui:

http://exogenesi.iobloggo.com

Grazie..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

febbraio 17th, 2012  / Autore: Brian

Quando il turbinio dell’esistenza darà tregua alle mie mani, scriverò ancora.

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dicembre 14th, 2011  / Autore: Brian

Occhi dalla bellezza trafitti. Dallo stupore ingravidati. Lanterne del tuo limbo. Tutto vedi. Nulla ti sfugge. Neppure il miraggio. Faccio sogni troppo lucidi. I risvegli son sempre cadute che inghiottono. Faccia a terra. La finestra socchiusa rivela spiragli di luce tremenda. Che interrompe la torpida inerzia del mio lento ondeggiare. Lo smarrito mio sguardo dai sogni strappato diventa una supplica. Il violento richiamo del mondo feroce rifiuta. Solo l’immobile danza dell’ombra mi osserva. Solo la notte e l’immenso suo manto rifugio mi offre. Questo scheletro è simile a quello di un Cristo sul muro trafitto. Sull’immobile croce lo strozzato suo grido t’affligge. I vitrei suoi occhi nella pietà son riversi. Due pozze di nulla in mezzo all’abisso. Capo reclino su spalla sinistra. Tu che redimi i peccati del figlio. Tu che assolvi del mondo ogni colpa. Che il mio peccato col sangue si assolva. Che il mio peccato col sangue tuo scorra.

novembre 27th, 2011  / Autore: Brian

Il trasloco su WordPress mi ha dato la voglia di riorganizzare un po’ il mio archivio. Ho recuperato altri 12 post dal mio pc che appartenevano alla vecchia versione del blog. Li ho raggruppati in una nuova categoria che ho chiamato “echi lontani”. Finalmente anche loro hanno trovato la giusta collocazione. Per voi.

[L'amore è uno specchio nel quale ogni dubbio riflette]

novembre 16th, 2011  / Autore: Brian

Conto i giorni al tuo arrivo. Senza muovermi. Ghiacciato e rigido. Cali di zuccheri. Parestesie emozionali. Eppure i giorni sono stelle che cadono. Viaggi con la testa nelle nuvole. Non mi trovo. Gomitoli di zucchero filato. Dove sono. Lecca lecca consumati fra le giostre. Dove siamo. Corse in mezzo all’erba alta. Non ti trovo. Finanche muri erti e scivolosi. Non mi vedi. Lacrime occultate nelle lotte quotidiane. Non ci siamo. A volte pugni dati nella pancia. Non ti vedo. Mi contorco. Eppure con le mani che han lottato così tanto so un giorno scriveremo i nostri sogni. Dove andiamo? La verità sei tu. L’unico dubbio che ho sono io stesso. Lo sai l’amore non parla. L’amore è specchio nel quale ogni dubbio riflette. Tu sei fatto così. Mille bambini che corrono. Ventotto treni che sfrecciano. Di forti venti che soffiano e poi ti lasciano immobile. Sotto quel duro silenzio. Come chi sa sorprenderti. Finché non mi addormento. Sulle tue spalle riverso. oppure dentro le braccia. In questa bolla che ora dentro al suo spazio ci accoglie. E ci protegge dal freddo.

 

[Anticipi d'autunno]

agosto 2nd, 2011  / Autore: Brian

Non c’è posto, per me, in questo cielo. Un bacio prima di partire e una cometa addormentata che ritroverai, brillare come una promessa, nello stesso cielo in cui ti avrò lasciato. Perdute immagini. Sbiadite pellicole. Foglie, di future stagioni, che il vento indietro soffia, regalandoci anticipi d’autunno. Qui, in modernissimi aereoporti, sotto imponenti tabelle orarie il mio volo cerco, che di me porterà indietro solo piccoli pezzi. Io, sono fatto di frammenti di me stesso sparsi oltre gli oceani lontani, che non si riuniranno mai.

[Ruggito]

luglio 25th, 2011  / Autore: Brian

Le mie mani. I tuoi pensieri. Fiori che in un secondo si schiudono. Petali che ho lasciato nella fretta scivolare. In vortici lontani. Lampi negli occhi. Come preghiere che verso il mattino mi guidano. Io non esisto. Io non ti sento. Non c’è più niente qui dentro. Hanno rubato già tutto. Solo il mio vuoto rimane. Come un tamburo che batte. Cade uno sguardo nel tempo. Ero un bambino da solo lasciato dentro al giardino del mondo rovescio. Dentro agli specchi guardavo. Aggrappato a una veste strillavo affinché tutti i sogni mi appartenessero. C’erano orchi che ancora mi temono. Ricordo lunghi silenzi racchiusi dentro un cortile di cinta. Un abbandono lasciato dentro alle braccia del vento. Ed è così che ho imparato a volare. Scendendo forte da quel ponte in discesa che un castello sembrava. Un attimo prima eravamo bambini. Poi ci svegliammo già grandi. L’aria di colpo pareva più fitta. All’improvviso non si respirava. Tienimi sempre più forte le mani. I nostri segreti son figli del tempo. I nostri scrigni son fiabe nascoste. Di ogni illusione sappiamo il segreto. Anche se questo ci rende più soli. Nei nostri occhi il coraggio è un ruggito. Le nostre mani son soffi di vento. Nella mia notte che culla il tuo sguardo. Rimani.

 

[Fragili Interrogativi]

luglio 5th, 2011  / Autore: Brian

E puntualmente faccio i conti con giorni che non si riescono a dimenticare. Notti lunghe e piene di silenzi scandagliate da campane i cui rintocchi sono abissi. Tu mi guardi, pieno di fragili interrogativi, cercando di cullarmi fra carezze che non hanno una risposta. Io, incapace di ogni suono, sono un grido che da sempre cerco di riempire. Scusa se non sono all’altezza di dirti chi sono, di svelarti i segreti che porto. Nelle notti di luglio la quiete che ho dentro s’infrange. Sono un mare in tempesta. Un grido senza voce. Solo tu mi sei testimone.

 

I feel you. In every vein. In every beatin’ of my heart.

[Poi si è avverato]

giugno 29th, 2011  / Autore: Brian

A testa alta, mi fu insegnato a camminare e io, in questo modo intendo proseguire. Saprò abbassarla in consapevole umiltà e poi rialzarla in consapevole orgoglio.

Non ho spinto le cose. Ho lasciato che tutto fosse ed è stato. Ho portato pazienza. Ci ho sperato un poco. Ho sognato anche. Poi si è avverato. Come una di quelle candeline che soffi e poi dimentichi su una torta di compleanno. Di mille anni fa. Un respiro tolto e poi ridato.

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